Come ogni esperienza, un percorso di coaching professionale può essere osservato da diverse prospettive. Iniziamo dalle motivazioni per avviare il percorso.
Da chi proviene l’iniziativa?
- Richiesta individuale: un privato che desidera essere affiancato da un professionista per raggiungere un obiettivo personale, in qualsiasi ambito (relazioni, carriera, salute, crescita personale, ecc.).
- Iniziativa aziendale: un’organizzazione che intende ottimizzare le performance del proprio team, coinvolgendo i dirigenti o l’intero gruppo di lavoro.
- Welfare aziendale: un’azienda che, al di là di obiettivi specifici, mira ad aumentare il benessere e la soddisfazione dei dipendenti, migliorando di conseguenza il clima lavorativo e i risultati individuali.
L’origine della richiesta influenza la predisposizione del cliente a vivere il coaching come un’opportunità di crescita. Come descritto nell’articolo “Il coaching”, si tratta di una relazione collaborativa che richiede apertura mentale e senso di responsabilità. Essere responsabili significa possedere l’abilità di dare una risposta – che può tradursi sia in un’azione quanto in una scelta consapevole di non agire.
La fase di esplorazione
Sia che si tratti di un individuo o di un’organizzazione, il riconoscimento di un bisogno innesca una fase di ricerca. In questo stadio iniziale, la domanda fondamentale è: Qual è l’obiettivo che voglio raggiungere?
Esplorare le variabili in gioco può aiutarci a compiere i primi passi. Ecco alcune domande guida:
- Raggiungere il mio obiettivo migliorerebbe la mia qualità di vita?
- Di quali risorse (tempo, energie, competenze) dispongo?
- Sono disposto/a a investire queste risorse per il mio obiettivo?
- Chi o cosa, nel mio ambiente, potrebbe sostenermi o ostacolarmi?
- Quanto sono motivato/a, oggi, a perseguire concretamente questo traguardo?
Affrontare questi interrogativi raramente fornisce risposte immediate e definitive. È proprio in questa fase che un professionista come il coach può fare la differenza: aiuta a trasformare un senso di sopraffazione in slancio propositivo, accompagnando la persona dalla confusione iniziale verso la realizzazione dei suoi obiettivi.
Che tipo di Coach ti occorre?
Come in tutte le professioni, anche nel coaching esistono diverse specializzazioni. Ogni coach possiede una formazione di base che gli permette di affiancare diversi tipi di persone, ma in linea con le proprie attitudini tende a specializzarsi in aree specifiche, principalmente:
- Sport Coach: sostiene atleti o gruppi sportivi nel miglioramento della propria prestazione atletica.
- Life Coach: adotta un approccio trasversale, integrando l’obiettivo specifico del cliente in modo funzionale al suo intero ecosistema di vita.
- Business Coach: si rivolge principalmente allo sviluppo delle risorse aziendali, supportando le organizzazioni nel raggiungimento di obiettivi comuni.
- Mental Coach: concentra il suo lavoro sull’ottimizzazione della performance mentale, focalizzando questa risorsa sul raggiungimento degli obiettivi.
Oltre a queste figure riconosciute, esistono altre ramificazioni che rispecchiano la varietà di interessi dell’essere umano. È importante ricordare che il coaching non è consulenza: il coach non fornisce consigli basati sulla sua conoscenza specifica. Tuttavia, l’affinità con il cliente e la capacità di comprenderne le dinamiche possono essere facilitate da una specializzazione in ambiti più specifici.
Resta fondamentale, però, una solida preparazione professionale in coaching per svolgere efficacemente il ruolo. Senza di essa, si rischia di scivolare in un approccio da consulente, mentore o terapeuta, snaturando la vera funzione del coach. Un coach professionista ha il compito di far emergere le tue risposte, anziché fornirle. Agevola la consapevolezza di un limite o di una convinzione, piuttosto che consigliare. Supporta scelte consapevoli per progredire, indipendentemente dalle esperienze passate.
Talvolta, durante un percorso, può emergere la necessità dell’intervento di un’altra figura professionale, come uno psicologo o un consulente specializzato. Questa evenienza non va vista come un fallimento, bensì come un segnale di progresso: indica infatti, in modo concreto, un passo necessario verso il proprio obiettivo. La collaborazione tra diverse figure, che lavorano in parallelo per te, non è solo possibile, ma è sintomo di grande professionalità e rispetto per il benessere della persona.
Struttura del percorso
In linea di massima, un percorso di coaching professionale si articola nelle seguenti fasi:
- Contatto iniziale: Una prima conversazione (telefonica o via email) per presentare la tua richiesta e fissare un primo appuntamento conoscitivo.
- Colloquio di esplorazione (Pre-In Take): Un breve incontro (circa 15-20 minuti) in un’atmosfera distesa per valutare il feeling con il coach e assicurarti di sentirti a tuo agio. Questo primo impatto è cruciale per capire se la collaborazione può funzionare.
- Sessione di avvio (In-Take): La base di tutto il lavoro. Si esplorano insieme gli aspetti principali della tua situazione e l’obiettivo viene definito in modo chiaro e concreto (reso Specifico, Misurabile, etc.), individuando le azioni prioritarie e le tempistiche.
- Sessioni di lavoro (On-going): Il cuore operativo del percorso. In incontri di 45-60 minuti, si lavora su temi specifici per identificare azioni pratiche e valutare le risorse necessarie. Il numero di sessioni è flessibile e decidi tu, in accordo con il coach, quando senti di aver raggiunto i tuoi traguardi.
- Sessione finale (Final Session): Un momento di chiusura per consolidare i risultati ottenuti, riconoscere i progressi fatti e portare con te gli strumenti e le consapevolezze che ti accompagneranno nel futuro.
Aspetti contrattuali e riservatezza
Oltre al rapporto che si crea nel primo incontro, per proseguire è necessario stabilire un accordo formale che definisca ruoli, obiettivi, tempi e compensi. Al centro di questo patto professionale vi è l’impegno alla riservatezza del coach, sancito dai codici etici di categoria e dal GDPR. Un patto che cessa solo in caso di concreto pericolo per l’incolumità del cliente o di terzi. A tutela della tua privacy, è inoltre prevista la consegna di un’apposita informativa sul trattamento dei dati personali. Tutte queste misure proteggono sia te che il tuo coach, permettendovi di proseguire con il percorso senza fastidiosi dubbi amministrativi che potrebbero distogliere l’attenzione dall’obiettivo principale, il tuo obiettivo di percorso.
Ora che conosci la struttura base di un percorso di coaching, puoi valutare se fa al caso tuo. Ricorda che ogni coach è unico, come te. Prima di sceglierne uno, assicurati della sua professionalità e del vostro feeling. Il resto diventerà parte della tua esperienza di successo consapevole.
