Cosa accadrebbe se ogni volta che ci presentiamo a qualcuno, riflettessimo sulla strada che abbiamo fatto? Sui desideri che abbiamo esaudito. Riflettessimo sui posti in cui siamo cresciuti, e sulle possibilità che ci offre la persona che stiamo per conoscere.
Sarebbe una stretta di mani piuttosto prolungata…
Quando conosciamo qualcuno esiste sempre un contesto. Grazie a questo contesto, scegliamo nel cassetto le caratteristiche di noi che vogliamo mettere in risalto. Quelle caratteristiche che, secondo noi, saranno utili al rapporto che sta per iniziare.
Scrivendo questo articolo non ho un volto dinanzi. Potrebbero esserci cento volti o nessuno. Non ho un tempo definito per presentarmi. Non c’è un adulto o un bambino che risponda al mio sguardo.
Potrebbero esserci tutti e due.
Così, decido di presentarmi a strati, facendoti sapere che ogni strato è come un velo sottile che mi ha rappresentato in diverse occasioni. Sono veli che, a volte indosso e a volte no.
Augurandomi di arrivare insieme agli strati più profondi, andiamo avanti:
Mi chiamo Melissa, ho 41 anni, sono nata in Colombia e cresciuta in Venezuela. A 27 anni ho scelto di vivere in Europa e oggi mi trovo in Italia. Ho sposato un uomo meraviglioso. Insieme (con l’aiuto dei piani alti) abbiamo concepito una bambina stupenda, che in questo momento scorrazza in giardino con i suoi compagni di scuola.
Mi sono laureata in Ingegneria Civile. Dopo dieci anni di aiutare le aziende a progettare palazzi e automobili, ho scelto di accompagnare le persone a progettare la propria vita. Così, il mio sbocco professionale diviene il Coaching.
Mi piace leggere, scrivere e ascoltare musica. Sono molto attenta alle scelte alimentari e da poco faccio incursioni nel mondo dell’omeopatia. Fra mare e montagna scelgo mare, riconosco però che la montagna ha un suo fascino. Sono fan di qualsiasi evento astronomico, al punto di trascinare tutta la famiglia a vedere le stelle in posti sperduti.
La crescita personale ha sempre giocato un ruolo importante nel mio percorso, anche se, all’inizio, non ne ero del tutto consapevole.
Figlia di una maestra delle superiori e di un architetto, mi diplomai a 15 anni. Lo stesso anno iniziai l’università. A 18 anni, mi sono trasferita nella capitale (Caracas) per finire i miei studi in Ingegneria. Dopo la laurea, restai a Caracas per lavorare.
Nel frattempo, le condizioni di vita in Venezuela erano peggiorate, passando da nazione petrolifera in crescita a paese socialmente instabile. Dopo un incontro piuttosto affilato con un rapinatore, cominciai a pensare che forse non era il caso di restare. Ai tempi (2010) si parlava già di essere sotto dittatura. Chavez aveva innescato una rivoluzione per la quale nessun venezuelano era pronto. Così: aprii Google Earth sul pc e iniziai a guardarmi intorno.
La Spagna è stata la mia prima opzione, ma non ero da sola. Mi ero sposata e a lui avevano offerto un’opportunità di studio in Italia. Con zero italiano ma decisa ad avere successo mi ero trasferita a Torino. Poco dopo, restai da sola. Ho divorziato. Uno dei periodi più bui e trasformativi della mia vita.
Decisa a ripartire da capo, ho iniziato a interrogarmi su ogni scelta che avevo fatto fino a quel momento. Dall’alimentazione alla carriera, dal modo di vestirmi alla qualità dei miei rapporti personali. Da allora non c’è uno spicchio della mia vita che non sia sotto scrutinio costante, perché mi sono promessa di essere consapevole. Non avrei mai più affrontato la vita ignara di me stessa.
Più sorridente e più carica di prima, mi trovai però davanti a una diagnosi di tumore all’utero. Con la fretta che caratterizza un tumore maligno, sono arrivata alle porte di un intervento ma: il caso ha voluto che ci fosse un problema con l’assicurazione. In quel momento mi fu tutto chiaro. Non avrei mai fatto quell’intervento, avrei trovato un altro modo per risolverlo o avrei tradito me stessa.
Ti risparmio i dettagli del miracolo ma oggi sono qui a raccontarla, con la ferma convinzione che siamo co-creatori della nostra realtà.
Qualche anno dopo, con una piccola in grembo, abbiamo affrontato lo scenario folle del 2021. Ormai avevo già deciso di vedere la vita con uno sguardo diverso, con l’apertura di chi crede che tutto sia possibile. Mi sono felicemente risposata. Ho portato la mia professione nella strada che mi hanno indicato i miei valori. Ho scelto di scrivere e vivere la mia storia, che non rappresenta di certo la strada più facile ma la più genuina.
Oggi, il mio motore principale è l’evoluzione, la mia, della mia famiglia e quella della società alla quale appartengo. Credo fermamente che siamo potenziale puro.
Sta nelle nostre mani imparare e decidere, come e quando sfruttare questo potenziale per essere vita, ogni giorno della nostra vita.

