Possiamo iniziare con una semplice traduzione dall’inglese al italiano, coaching significa allenamento.
A livello accademico il coaching professionale viene descritto come:
“Un rapporto di partnership che si stabilisce tra coach e cliente con lo scopo di aiutare quest’ultimo a ottenere risultati ottimali in ambito sia lavorativo che personale. Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti sono in grado di elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita”.1
Non è un segreto che oggi qualunque attività o servizio professionale viene etichettato con le parole coaching o coach e la proposta è vista come una novità, qualcosa di rivoluzionario.
In realtà la parola coach vede le sue origini nel 19° secolo grazie ad un villaggio vicino a Budapest chiamato Kocs famoso per la produzione di carrozze particolarmente comode e performanti. Dopo, il termine fu adottato dagli studenti inglesi per indicare i tutor che, metaforicamente, “trasportavano” gli studenti verso il successo negli esami. Il ruolo del coach assunse la sua rilevanza moderna negli anni ’70 in ambito sportivo, grazie al lavoro di Tim Gallwey, allenatore “coach” di tennis. Gallwey rivoluzionò l’approccio all’allenamento ponendo la componente mentale (mindset) sullo stesso piano di quella fisica. Da quel momento, il coaching è evoluto diventando uno strumento di crescita trasversale per professionisti di ogni settore.
La formazione di un coach è rigorosa e specifica. Comprende lo studio del comportamento umano, dell’intelligenza emotiva, della programmazione neuro-linguistica (PNL), della comunicazione efficace e di una vasta gamma di tecniche mirate a facilitare i processi di cambiamento del cliente. Come in tutte le professioni seriamente condotte, è richiesto un costante aggiornamento e un adattamento al contesto socio-culturale.
Il percorso di coaching costituisce un supporto concreto per la realizzazione di un obiettivo. Un coach professionista lavora in sinergia con il cliente per definire con chiarezza la meta, progettare un piano d’azione tangibile e monitorare i progressi, fino al raggiungimento della piena autonomia.
A questo punto, come si suol dire dalle mie parti, qualcuno potrebbe chiedermi:
“Y eso con qué se come?” (In un venenzuelano molto colloquiale).
Tradotto: “E quello con cosa si mangia?”.
Questa espressione colorita evidenzia con semplicità come sia difficile spiegare il valore di qualcosa a chi non ha ancora maturato la domanda o il bisogno alla base.
Diciamolo chiaramente: il coaching non è per tutti.
Il coaching è sfida, determinazione, volontà e disciplina. È complicità e fiducia. È il coraggio di aprire porte inesplorate, di bussare nuovamente a quelle che si sono chiuse e di abbattere quelle che non servono più. Il coaching è un’opportunità di crescita che trasforma le sfide quotidiane in allenamento per il successo.
Il coaching è uno strumento estremamente utile che diventa potentissimo solo nelle mani di chi è pronto a utilizzarlo.
Cit. 1: www.coachingfederation.it

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